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PITTURA
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1935 Virmercate
- lebt und arbeitet in Desio bei Mailand

Agostino Bonalumi

Nato il 15 luglio 1935 a Vimercate, in provincia di Milano, Agostino Bonalumi si rivela una figura eclettica, tanto da diventare pittore, grafico, scultore, esponente dell’art brut, scenografo e costumista. Da ragazzo studia disegno tecnico e meccanica all’Istituto Tecnico Industriale, mentre si forma artisticamente da autodidatta.
Già nel 1948 dipinge i primi quadri, che espone nel paese natale. A partire dal ’57, l’artista ha stretti contatti con Piero Manzoni (1933 – 1963), Enrico Castellani (*1930) ed Enrico Baj (1924 – 2003), e nel ‘57/’58 frequenta l’atelier milanese di quest’ultimo.
Inoltre, nel 1958, espone per la prima volta con i suddetti tre artisti, e, nel 1960, insieme a Manzoni e Castellani, fonda la rivista "Azimuth", anche se già nello stesso anno i tre fondatori si dividono. Bonalumi e Manzoni si uniscono allora al gruppo "ZERO". L’anno seguente si costituisce a Losanna il gruppo "Nouvelle École Européenne", di cui l’artista di Vimercate è uno dei membri fondatori.
In seguito, viaggia in Africa e in America, e dal 1970 progetta i costumi e lavora alle scenografie per vari teatri italiani. Bonalumi si occupa, tra l’altro, delle scenografie per la stagione lirica ’70 di Verona nonché dei costumi per il balletto "Partita" sulla musica di Goffredo Petrassi (1904 – 2003). Quando, a metà degli anni Sessanta, l’artista inizia a dipingere, si occupa di ambienti: concepisce la parete, e la porzione di parete che deve diventare quadro, come rilievo, che ha un effetto sempre nuovo sullo spazio e lo fa diventare una scultura.
Come Turi Simeti (*1929), anche Bonalumi pone dietro la tela supporti lignei definiti e nettamente delimitati, che in realtà non sono visibili, ma la tela vi si curva e rigonfia sopra come uno strato di pelle tesa, che segue le protuberanze, gli incavi e anche le linee più sottili (provocate da fili metallici piegati) con una straordinaria precisione e senza nessun effetto confuso né sfocato.
L’artista diviene noto proprio grazie a queste "estroflessioni", lavori seriali che rappresentano simultaneamente i concetti di tempo e movimento. In anni più recenti, Bonalumi lavora a forme organiche, che oscillano liberamente nello spazio e allo stesso tempo sono riflessi di ciò che è nascosto. L’artista si dedica inoltre a tavole tradizionali, in cui continua a perseguire il suo personalissimo tema della formazione dello spazio.
Agostino Bonalumi partecipa più volte alla Biennale, e dagli anni Sessanta a oggi si è imposto nel panorama artistico grazie alle numerose mostre in Germania, Italia, Olanda, Svizzera e negli USA. Nel 2003 le sue opere sono esposte a Darmstadt e a Mannheim.


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