Secessione
Quando si parla di Arte della Secessione (dal lat. Secessio – separazione), ci si riferisce a gruppi di artisti che si sono staccati consapevolmente dall´arte ufficiale ed accademico. Come nel "Gothic Revival" dell´ Istorismo ci si pone contro l´uniformità formale della produzione industriale. Si può riconoscere come pensiero di fondo la lotta contro la produzione di massa, che potrebbe anche costituire una minaccia per l´individualità dell´uomo.
L´ Arte della Secessione si contrappone però nello stesso tempo alla molteplicità istoristica di stili passati, mentre si rivolge prefiribilmente a motivi vegetali stilizzati. Una carattteristica del movimento è la grafica che si rifà particolarmente alla linea ornamentale di cui è un esempio la xilografia a colori di Peter Behrens "il bacio", dove si intersecano forme e linee floreali. I movimenti secessionisti hanno inizio verso la fine del XIX secolo nei centri artistici europei; in Germania nasce lo Jugendstil, che trae la sua denominazione dalla rivista "Jugend". I principali centri dello Jugendstil sono Monaco, Berlino, Darmstadt. In Italia si verifica il liberty a partire dall´esposizione di Torino del 1902. In Francia e nel Belgio la secessione si chiama "Art Nouveau" e si identifica soprattutto nella reazione all´Impressionismo. In Inghilterra la nuova tendenza si sviluppa a partire dal movimento dell "Arts and Crafts" di William Morris.
Il centro austriaco è Vienna, dove la corrente è denominata "Wiener Secession". Le personalità più autorevoli sono Gustav Klimt che si acquistò la fama di portvoce della Secessione viennese e Joseph Maria Olbrich che costruì a Vienna l´edificio della Secessione, il "Tempel der Bewegung" (il tempio del Movimento).
La caratteristica del movimento della Secessione è appunto il distacco di pittori, scultori, architetti dell´arte ufficiale. Il loro scopo è il raggiungimento di un concetto di Arte unitario e quindi la realizzazione di un´opera d´arte totale.
Anche l´artigianato si inserisce nell ornamentazione floreale dell´arte dessa secessione. I maggiori esponenti del movimento sono: Peter Behrens, Antonio Gaudì, Victor Horta, Carl Fabergé, Gustav Klimt, Koloman Moser, Alfons Mucha, Walter Maria Olbrich, Franz von Stuck, Fritz von Uhde, Henry van de Velde, Otto Wagner.
L´ Arte della Secessione si contrappone però nello stesso tempo alla molteplicità istoristica di stili passati, mentre si rivolge prefiribilmente a motivi vegetali stilizzati. Una carattteristica del movimento è la grafica che si rifà particolarmente alla linea ornamentale di cui è un esempio la xilografia a colori di Peter Behrens "il bacio", dove si intersecano forme e linee floreali. I movimenti secessionisti hanno inizio verso la fine del XIX secolo nei centri artistici europei; in Germania nasce lo Jugendstil, che trae la sua denominazione dalla rivista "Jugend". I principali centri dello Jugendstil sono Monaco, Berlino, Darmstadt. In Italia si verifica il liberty a partire dall´esposizione di Torino del 1902. In Francia e nel Belgio la secessione si chiama "Art Nouveau" e si identifica soprattutto nella reazione all´Impressionismo. In Inghilterra la nuova tendenza si sviluppa a partire dal movimento dell "Arts and Crafts" di William Morris.
Il centro austriaco è Vienna, dove la corrente è denominata "Wiener Secession". Le personalità più autorevoli sono Gustav Klimt che si acquistò la fama di portvoce della Secessione viennese e Joseph Maria Olbrich che costruì a Vienna l´edificio della Secessione, il "Tempel der Bewegung" (il tempio del Movimento).
La caratteristica del movimento della Secessione è appunto il distacco di pittori, scultori, architetti dell´arte ufficiale. Il loro scopo è il raggiungimento di un concetto di Arte unitario e quindi la realizzazione di un´opera d´arte totale.
Anche l´artigianato si inserisce nell ornamentazione floreale dell´arte dessa secessione. I maggiori esponenti del movimento sono: Peter Behrens, Antonio Gaudì, Victor Horta, Carl Fabergé, Gustav Klimt, Koloman Moser, Alfons Mucha, Walter Maria Olbrich, Franz von Stuck, Fritz von Uhde, Henry van de Velde, Otto Wagner.



