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LETTERATURA
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Publius Vergilius Maro

Publio Virgilio Marone, o semplicemente Virgilio, nasce il 15 ottobre del 70 a.C. ad Andes, un villaggio nei pressi di Mantova.
Riceve le prime lezioni a Cremona e a Milano. In seguito studia retorica, medicina ed astronomia a Roma. Presto si dedica esclusivamente alla filosofia e si avvicina agli epicurei della scuola di Sirone. Dopo la sconfitta di Bruto e Cassio nel 42 a.C. si procede alla confisca di proprietà terriere, fra le quali c’è anche quella di Virgilio nei pressi di Mantova che, però, gli viene restituita per intervento dell’imperatore Ottaviano. Negli anni successivi fa parte della cerchia di Mecenate, i cui seguaci si riuniscono alla corte di Ottaviano.
In questo periodo compone le "Bucoliche" e le "Georgiche" (dal 37 al 29 a.C.), dedicate al suo protettore Mecenate. Quando Ottaviano viene nominato "Augusto"dal Senato, costringe Virgilio a comporre un poema per celebrare il suo potere. Inizia a lavorare all’ "Eneide", opera che lo occuperà fino alla morte.
Tuttavia, Virgilio muore a Brindisi il 21 settembre del 19 a.C. al ritorno da una vacanza in Grecia, prima di averla terminata. L’opera incompiuta viene pubblicata contro la disposizione testamentaria dell’autore per ordine di Augusto. Virgilio è considerato ancora oggi uno dei principali scrittori dell’antica Roma.


Autori affini:  Aquino, Tommaso de  |  Orazio Flacco, Quinto  |  Petrarca, Francesco