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PITTURA
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Polidoro da Caravaggio

Il vero nome del pittore, disegnatore e architetto italiano Polidoro da Caravaggio è in realtà Polidoro Caldara. Non ne conosciamo la data di nascita precisa, ma i dati più attendibili la collocherebbero nel decennio tra il 1490 e il 1500. Sulla base di quanto riferito da Vasari in "Le Vite de' piú eccellenti architetti, pittori et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri", Caravaggio comincia a lavorare a Roma alla costruzione delle Logge di Raffaello, in qualità di apprendista muratore. Le fonti attesterebbero che, nel 1517-‘19, quando si passa alle decorazioni, l’artista è diciottenne. Secondo Vasari, è in questa occasione che Caravaggio ha scoperto la propria vocazione artistica. È probabile che le sue prime creazioni siano individuabili nei fregi affrescati al primo piano del Palazzo Baldassini, dove, intorno al 1517-‘18, iniziano i lavori di tinteggiatura. Certo è che, già nel censimento degli abitanti di Roma del 1517-‘18, Caravaggio è registrato come pittore. La sua partecipazione alla decorazione delle Logge Vaticane è tuttavia controversa; forse dipinge soltanto il "Passaggio del Giordano" nel decimo scomparto e la "Presa di Gerico", oltre ad alcune grottesche della stessa volta. È possibile che avesse rapporti stretti con la bottega di Raffaello, sebbene sia improbabile che Polidoro fosse allievo del Maestro.
Polidoro da Caravaggio fa la conoscenza del pittore fiorentino Maturino, con il quale collabora alla realizzazione di facciate monocromatiche, con la cosiddetta tecnica del graffito. Abbiamo notizia di oltre quaranta facciate di edifici da lui dipinte, che però sono andate quasi tutte distrutte dagli agenti atmosferici, tanto che possiamo ricostruirne l’aspetto solamente grazie a numerose copie in incisioni di vari artisti, tra i quali figurano persino il Parmigianino e Rubens. I soggetti sono perlopiù tratti dalla mitologia e dalla storia romana.
In questo periodo (1523-‘24), Polidoro da Caravaggio soggiorna anche a Napoli, dove decora con scene dell’antichità classica quattro pareti del cortile e del loggiato del Palazzo di L. Montalto. A causa del Sacco di Roma, nel 1527 Caravaggio fugge definitivamente dalla città laziale alla volta di Napoli. Vasari riferisce che nel capoluogo campano il pittore è disoccupato, perché i signori locali sono poco interessati alla vera arte. Tuttavia, pare più probabile che Polidoro Caravaggio sia attivo come pittore di facciate anche qui. Nel 1529, infine, si trasferisce a Messina. Di questo periodo ci sono pervenute soltanto alcune tavole. Particolare attenzione merita l’"Andata al Calvario" (1534), elogiata anche dal Vasari e oggi conservata a Napoli. Si presume che nel 1543 proprio la notte prima della partenza prevista per Roma, Polidoro Caravaggio venga derubato e ucciso dall’allievo Tonno Calabrese.