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PITTURA
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Pellegrino Tibaldi

Pellegrino Tibaldi nasce presumibilmente a Puria di Valsolda (Lombardia) intorno al 1527. Si sa poco sulla sua formazione, tuttavia i primi lavori attribuitigli indicano una certa vicinanza alla pittura bolognese ed è noto che nel 1549 lavora presso Palazzo Paselli a Bologna. Dello stesso anno è l’"Adorazione dei pastori", una tela custodita nella Galleria Borghese a Roma, che si rivela monumentale e più ricca di movimento.
A Roma, è principalmente il circolo intorno a Michelangelo a influire sulla produzione artistica del Tibaldi. Il pittore lombardo riceve diversi incarichi per affreschi sacri e profani, prima di fare ritorno a Bologna nel 1552, chiamato dal Cardinale Poggi, il quale gli ha richiesto la decorazione di due sale del suo Palazzo con scene della storia di Ulisse. Per la cappella di famiglia dei Poggi a San Giacomo Maggiore, il Tibaldi, oltre ad affrescare gli ambienti, progetta anche l’architettura dell’edificio.
Nel 1558, l’artista lascia Bologna ancor prima che la cappella sia ultimata per dirigersi a Loreto, dove gli viene commissionata la costruzione di una delle cappelle del coro. Soggiorna per un lungo periodo ad Ancona, dove lavora per diversi committenti in qualità di ingegnere militare e pittore. Nel 1563 Tibaldi si trova a Ferrara, dove conosce Vasari. L’anno seguente, l’artista si trasferisce ancora a Milano e inizia a lavorare prevalentemente come architetto per Carlo Borromeo e come pittore.
Nel 1576 Pellegrino Tibaldi viene scelto per i lavori del Duomo e in questo grande cantiere dimostra tutta la propria competenza oltre a lasciare evidenti tracce del suo operato. Nel 1585 viene convocato da Filippo II in Spagna, e vi si reca effettivamente nel 1587. Alla corte spagnola, Tibaldi dirige i lavori per la decorazione del chiostro e della biblioteca dell’Escorial oltre a collaborare in prima persona sia come pittore che come scultore. Porta a termine l’incarico in modo egregio, tanto che il re lo onora con la nomina a Marchese di Valsolda.
In seguito, nel 1596, l’artista ritorna a Milano e vi muore il 27 maggio dello stesso anno. Pellegrino Tibaldi è uno degli artisti più significativi della seconda metà del XVI secolo nonché erede di Michelangelo. È considerato inoltre il prosecutore dell’arte del Parmigianino e di Niccolò dell'Abbate. Non meno rilevante è il lavoro del Tibaldi in campo architettonico, che è stimato in quanto fortemente monumentale e caratterizzato da armonia classica.


Artisti affini:  Bella, Stefano della  |  Boscoli, Andrea  |  Cesari, Giuseppe  |  Giacometti, Alberto