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PITTURA
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Gian Jacopo Caraglio

Gian Jacopo Caraglio è un calcografo, medaglista, orafo e incisore di pietre preziose. Nasce nel 1505 a Verona, anche se, sulla base di alcune firme, vi sono autori che individuano invece in Parma la sua città natale. Molte delle opere di Caraglio subiscono l’influenza di Marcantonio Raimondi (1480 – 1534), il quale negli anni Venti del Cinquecento realizza incisioni soprattutto sulla base dei disegni di Raffaello (1483 – 1520). Fino al 1527 Caraglio si trova a Roma, che lascia, in seguito alla distruzione del suo laboratorio durante il Sacco della città, per trasferirsi a Venezia, dove lavora fino al 1537. Durante questo periodo romano e veneziano, prendono forma le stampe che copiano perlopiù vari artisti contemporanei, tra cui il Parmigianino (1503 – 1540), Raffaello, Perin del Vaga (1501 – 1547), Baccio Bandinelli (1488 – 1560), Rosso Fiorentino (1494 – 1540) e Tiziano (ca. 1490 – 1576). Proprio quest’ultimo ispira le prime calcografie dell’"Annunciazione" e del "Ritratto di Pietro Aretino", cui segue, nel 1526, l’"Adorazione dei pastori", che riprende la nascita di Cristo di Francesco Mazzola, detto il Parmigianino. Questo stesso dipinto è anche il modello per la "Nascita di Cristo" incisa su cristallo di rocca.
Nel 1539, forse dietro consiglio di Pietro Aretino (1492 – 1556), Caraglio si reca in Polonia; durante questo soggiorno, però, non realizza nessuna stampa, probabilmente perché gli manca lo stimolo degli artisti italiani. In compenso, dal 3 luglio 1545, l’incisore è al servizio del re Sigismondo I di Polonia, e poi, in seguito alla scomparsa del sovrano e fino al sopraggiungere della sua stessa morte, sarà "servitor regius" alla corte del re Sigismondo II Augusto (1520 – 1572). A questo periodo risalgono un cammeo con il ritratto di Barbara Radziwill (1520 – 1551), la consorte del re, nonché due cammei e una medaglia con il mezzo busto di Sigismondo II. Nel 1552 segue la corte nella seconda residenza reale di Wilno, dove lavora per un breve periodo di tempo, dato che tra maggio e agosto effettua un viaggio in Italia. Ci è pervenuto inoltre un cammeo del 1554 con il profilo della regina Bona.
Gian Jacopo Caraglio muore il 26 agosto 1565 a Cracovia ed è sepolto nella chiesa carmelitana della città.