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PITTURA
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Pittura figurativa negli anni ´40- ´60

La pittura figurativa degli anni dal ´40 al ´60 mantiene una funzione rappresentativa, ma interpreta in un altro modo colori e forme del mondo reale, come accadeva già per l´arte figurativa dei decenni precedenti. La varietà dei soggetti e delle forme di raffigurazione si ampliano, dando vita a sempre nuove correnti. Così dall´interesse dell´Espressionismo per l´arte primitiva nasce ad esempio una particolare sensibilità per la pittura dei bambini o dei malati di mente, che Jean Dubuffet denomina nel denere dell´ "Art Brut”. Anologamnete agisce il gruppo "CoBrA" che pretende l´abolizione di qualunque valore estetico. Intanto si stabiliscono nuove norme: negli Stati Uniti lavora Jasper Johns consapevolmente non rappresentazioni di contenuto semplice, mostrando nelle sue opere oggetti d´uso quotidiano, come le carte o la bandiera americana e preparano così il terreno alla "Pop Art", soprattutto mediante la semplificazione e la monumentalizzazione di tali oggetti comuni. La "Pop Art" raggiunge il suo culmine negli anni ´60: orientandosi alla cartellonistica pubblicata ed al fumetto, vuole porre l´accento sulla società dei consumi. Come dimostra il ritratto di Marylin Monroe di Andy Warhol, anche la persona umana rientra in questa categoria. In Gemrania nasce il genere del "Realismo capitalista" con il Polke ed il Richter. Sopratutto quest´ultimo vuole traslare la fotografia in pittura.
Alberto Giacometti invece si concentra nelle sue opere sulla figura umana, che asume un aspetto deformato e viene privata di colore.


Artisti affini:  Baj, Enrico  |  Berrocal, Miguel Ortiz  |  Campigli, Massimo  |  Capogrossi, Giuseppe  |  Fontana, Lucio  |  Giacometti, Alberto  |  Grosz, George  |  Guttuso, Renato  |  Manzù, Giacomo  |  Marini, Marino  |  Music, Zoran  |  Purrmann, Hans  |  Severini, Gino  |  Twombly, Cy